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D-Orbit

Anno 2009. Due ingegneri aerospaziali italiani, mai incontrati prima tra loro, si incontrano nella Silicon Valley. Colloquio per la NASA? Nemmeno per sogno; o meglio, il sogno c’è, loro lo avrebbero scoperto di lì a poco, e chissà se già pensavano che oggi sarebbe stato praticamente realtà.

Andiamo con ordine: vogliamo sottoporvi oggi la storia di Riccardo Panesi e Luca Rossettini, fondatori della startup D-Orbit, che come probabilmente avrete avuto modo di leggere negli scorsi mesi, si occupa di un problema tanto semplice nella sua formulazione quanto difficile a realizzarsi, nonché estremamente importante: i rifiuti spaziali.

La NASA in qualche modo c’entra; così come anche l’ESA la ROSCOSMOS e così via. Ma c’entriamo anche noi; perché guardiamo le previsioni del tempo ogni volta che andiamo in vacanza, perché vogliamo usare il navigatore per non perderci, o localizzare il cellulare se qualcuno lo ruba. E così, nel corso dei decenni, tutte le attrezzature spaziali che servono per soddisfare queste nostre esigenze, sono state mandate sopra le nostre teste: e ora, come tutti gli apparecchi elettromeccanici di dimensioni più o meno grandi, producono “spazzatura”. Che la genialità di D-Orbit si occupa ora di recuperare.

E voi? Che ne pensate? Avete avuto o avete tuttora anche voi qualche idea o esigenza simile, per espandere quello che loro hanno concepito, o semplicemente per poter riusare l’idea in un altro settore? Scriveteci!